febbraio 16, 2019 0 Comments Senza categoria

L’olio d’oliva diventa aperitivo

meglio di altre bevande LAURA CESARANO

«Macché crodini bitter e noccioline. L’apertitivo migliore è un buon sorso di olio extravergine d’oliva». Antonio Ruggiero, enogastronomo, patron e mente del ristorante «Fortezza Normanna» (al borgo medievale di Vairano Patenora) da qualche tempo apre i suoi menù con l’insolito assaggio. Un bicchierino di olio extravergine d’oliva da bere «liscio» e da gustare con la guida di un esperto (in questo caso lui stesso, che oltre a essere chef e insegnante all’istituto alberghiero di Teano, è anche degustatore d’olio e sommelier), seguito da un segondo assaggio su crostini di pane.

Perché? «Perché – spiega – l’aperitivo non è altro che una bevanda che stimola la salivazione e la secrezione di succhi gastrici, preparando l’apparato digerente ad accogliere i cibi. L’olio extravergine d’oliva possiede queste caratteristiche e – assicura – dopo aver degustato l’originale apetizer i clienti si mettono a tavola con più entusiasmo». La trovata, prima ancora di fare epigoni in casa, è già stata esportata all’estero. Ruggiero l’ha proposta in Iran nel corso di una recente missione export con la Camera di Commercio di Caserta e la Regione. «Anche in quel caso, la proposta è stata accolta inizialmente con perplessità e stupore e poi con grande entusiasmo quando alla prova dei fatti l’assaggio ha avuto, puntualmente, un effetto positivo sull’appetito».

Il ragionamento sembra non fare una piega. Ma di sicuro dietro la singolare iniziativa c’è anche la voglia di promuovere e valorizzare le bontà del territorio dell’Alto Casertano. Dove, non a caso, sta diventando progetto l’idea di dar vita a un consorzio di ristoratori e produttori di tipicità dell’area per la promozione del turismo enogastronomico e la tutela dei prodotti locali, con l’impegno, da parte dei ristoratori, di inserire sempre nei menù alcune tra le tipicità più rappresentative dell’Alto Casertano.

All’iniziativa hanno già aderito, oltre che lo stesso ristorante di Ruggiero, anche il «Carpe diem», le aziende vinicole Villa Matilde e Telaro, che fanno anche agriturismo, gli oleifici Masseria San Massimo (agriturismo), e Migliozzi, l’agriturismo Di Meo dove si produce anche il conciato romano. Tra le aziende che fanno prodotti tipici ci sono «La credenza», «La bottega buona» (salumi e maiale nero), l’allevamento Coscia, l’enoteca Modin, i pastai del «Tortellino d’oro», il consorzio della mela annurca, il frantoio Badevisco, alcuni esponenti dell’associazione cuochi di Caserta, i produttori di miele Toscano e i trasformatori di peschiole Parente. «Tra gli altri scopi di promozione e valorizzazione – spiega ancora Ruggiero – puntiamo a fare in modo che in ogni ristorante e agriturismo dell’area i clienti possano trovare anche dei prodotti tipici da acquistare e portare via».

Nel frattempo, l’esperimento del nuovo aperitivo continua. Non sappiamo se provarlo a casa potrà avere lo stesso effetto che produce in uno scenario suggestivo quale può essere quello offerto da un ristorante che sta nel cuore di un borgo medievale. Ma, per una volta, mettete da parte prosecchi e bollicine sintetiche e godetevi un sorso di extravergine puro, da scegliere, va da sé, tra quelli di grande qualità. Buon appetito.


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