aprile 1, 2019 0 Comments Senza categoria

Incontro con degustazione dedicato alle razze suine da carne allo stato semibrado

C’è molto interesse sulla possibilità di utilizzare carni provenienti dalle cosidette “razze inferiori”. Domenica prossima un importante incontro

Domenica 22 giugno, dalle 10 alle 14, presso l’azienda Ca’ Lippo della Comunità montana dell’alto e medio Metauro, si terrà un incontro con degustazione, in cui verrà illustrato il progetto “Allevamento di razze suine da carne allo stato semibrado” attualmente attivato presso la stessa azienda dalla Società consortile “Terre del Montefeltro” in collaborazione con Comunità montana, Comune di Urbino, Associazione provinciale allevatori, Aziende biologiche riunite, e Asl n. 2.

Gli allevatori, i tecnici e tutti gli interessati potranno prendere visione del disciplinare di produzione, visitare l’allevamento, sotto la guida esperta dello zootecnico Mario Giannone, e degustare i prodotti del “Cinturello del Montefeltro”.

L’iniziativa ha già riscosso l’interesse di alcuni ristoratori della zona (Ristoranti Taddeo e Federico Zuccari di S. Angelo in Vado, Le Baracche di Urbania, “La Vecchia Urbino”) presso i quali è possibile degustare il prodotto su prenotazione.

L’intervento, volto al recupero di razze storiche da carne della specie suina, è stato attivato nell’agosto scorso, e consiste nella sperimentazione genetica, alimentare, ambientale e del management dell’allevamento allo stato semibrado di riproduttori maschi e femmine della razza suina cinta senese e suoi ibridi. Sulla base del lavoro svolto finora si è arrivati a redigere e ad approvare, da parte del Comitato di gestione del progetto, un disciplinare di produzione dell’ibrido di cinta senese: “Cinturello delle Terre del Montefeltro”.

La modalità dell’allevamento del suino allo stato semibrado costituisce una delle nuove frontiere della moderna zootecnia, sensibile alle esigenze ambientali ed al benessere animale, capace di salvaguardare la redditività dell’impresa e la richiesta dei consumatori dei prodotti tradizionali e di qualità. È infatti adatto all’utilizzo di terreni marginali e a fertilità ridotta, ghiaiosi, eccessivamente scoscesi o meglio ad aree boschive. Inoltre a fronte di una spesa modesta per l’allestimento e adeguamento delle strutture comporta notevoli vantaggi.

“Il disciplinare e alcuni servizi complementari attivati riusciranno – precisa l’assessore Massimo Galli – a garantire al consumatore un prodotto certo, in fatto di origine, qualità, tracciabilità e salubrità. Il risultato dell’unione delle potenzialità del pubblico con quelle di chi lavora nella produzione agricola, chi trasforma i prodotti e chi li distribuisce e vende, potrà offrire, a mio avviso, occasioni di lavoro e d’impresa, sviluppo sostenibile del territorio e garanzie di qualità e salubrità ai consumatori”.

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