giugno 6, 2019 0 Comments Senza categoria

Internazionalita” del gusto

INTERNAZIONALITA’ DEL GUSTO

Unire in un unico ambiente esperienze eterogenee, mescolando sensazioni e sapori accomunati dalla loro unicità. Questo è stato, se non un esplicito intento, senz’altro uno dei meriti da accordare a questa edizione del Salone del Gusto,volto a ricercare la cultura Slow nei 5 continenti.

A cominciare dal Mercato del Mondo e dai Presìdi internazionali. Nel primo ambiente il visitatore è immerso nelle creazioni di in una miriade di sapienti artigiani suddivisi per nazione di appartenenza, capaci di offrire sapori tipici difficilmente rintracciabili altrove. Tra questi da segnalare i cremosi formaggi vaccini normanni e le Tommes de Savoie d’alpeggio, l’incredibile Stilton Blue inglese e il Durrus a latte crudo irlandese, il Kürbiskernöl, delicato olio di semi di zucca austriaco, gli insaccati di carne equina provenienti dalla Slovenia e le numerose tipologie di birre trappiste dal Belgio. Oltreoceano i cuori di palma e i cactus dal Messico, le pregiate varietà di caffè dal Brasile ed i country ham, deliziosi prosciutti prodotti nella provincia americana.

E poi i Presìdi internazionali, estenzione dei Presìdi di tutela nati nel territorio nazionale a difesa della biodiversità agroalimentari ed orgoglio del più recente operato di Slow Food.

Grande anche l’attenzione calamitata dalla Piazza delle Cucine del Mondo, luogo predisposto ad accogliere 8 diverse realtà gastronomiche che hanno saziato appetito e curiosità dei visitatori. A cominciare da Lo zen… e l’arte della preparazione del sushi, spazio tipicamente giapponese dedicato alla preparazione e degustazione di sushi e sashimi intervallati da sorsi di sakè (800 pasti serviti ogni giorno). Vengono invece dalla tradizione maya e azteca i piatti del messicano La Buena Comida, accompagnati, come ci si aspetterebbe, da tequila artigianale e cerveza. Gli amanti del kebab, street food dai sentori mediterranei hanno invece potuto assaggiare le interessanti creazioni dei turchi di Döner kebab, che hanno distribuito 30 kg. di kebab al giorno. Salmone a volontà in Canada, una cucina per 5 continenti, a sottolineare la vocazione multietnica del cultura culinaria canadese. Tra le specialità le creapes al salmone o al succo d’acero (al ritmo di 1000 al giorno), accompagnate da birra o da icewine, caratteristico vino da dessert ottenuto da grappoli ghiacciati. Ghiotta l’occasione di assaggiare la Cucina creola di Guadalupa e Martinica, incentrata su sapienti combinazioni di sapori tropicali (come pesci e frutti flambè, rhum e tantissime spezie) provenienti dalla cultura africana, francese ed indù. Le spezie l’hanno fatta da protagoniste anche ne La cucina marocchina, che ha dato prova di una estrema ricchezza e raffinatezza: dai tajine di carne con prugne e mandorle a particolarissimi quanto dolci pasticcini imbevuti nel miele. Dalla collaborazione con l’ente governativo inglese Food from Britain è nata la ricostruzione Il Pub tradizionale inglese, che ai tradizionali piatti da pub ha accostato quanto di meglio offerto dalle birre Real Ale. Affollatissimi I Pintxos baschi, ossia piccoli bocconi serviti su di una fetta di pane infilzato su un bastoncino, una tradizione della cucina basca che sa offrire una varietà pressochè infinita di sapori ed abbinamenti (hanno servito ben 6000 pintxos al giorno).

ALTRI ARTICOLI CORRELATI:


Share: