ottobre 2, 2019 0 Comments Senza categoria

La storia enogastronomica

Cristini riflette sulla difesa dei nostri valori

Nessuno puo’ permettersi di rubarci la storia, nessuno ha il diritto di stracciare la cultura e la tradizione enologica italiana.

In un comparto come quello del vino di altissima classe, dove siamo indiscutibilmente primi assieme ai cugini francesi, dove su cinquecento vitigni autoctoni, ne possediamo originariamente quattrocento, dove il 41,6 % dei nostri terreni sono collinari e quindi i piu’ vocati alla produzione di vino ma anche di olio, e dove il microclima ideale aiuta immensamente la fine maturazione dei grappoli; laddove vantiamo il primato su tutti gli altri, proprio li una modesta commissione europea fatta piu’ di burocrati che di esperti, ci vuole colpire.

La pirateria nell’agroalimentare

Rubare un marchio, ma soprattutto un vino o un pane o un olio, che puo’ nascere solo con antichi metodi e con l’esperienza millenaria dell’opera dell’uomo, vuol dire rubare la vita delle persone che per secoli hanno difeso un territorio, prima ancora che un prodotto tipico. I nostri vini sono tipici, perche’ unici, inimitabili ed irripetibili in altre zone del mondo, le imitazioni stupide, sono solo delle fotocopie sbiadite che subdolamente le leggi di un certo commissario Fischler cercano di imporre al consumatore ignaro, che non sa’ che il Brunello e’ Brunello di Montalcino, che il Chianti Classico e’ quello che si fregia del marchio con il Gallo Nero, che l’Amarone diventa tale se le uve di corvinone, rondinella e molinara appassiscono in certe condizioni microclimatiche, a meno che non decidano di rubarci anche l’indicazione geografica e quindi il nome dei comuni di produzione quali Montalcino, Scansano o Gattinara.

Gli impegni dei politici

Non si puo’ aspettare oltre e gia’ troppo tardi. S’impegnino il Presidente Berlusconi ed il Ministro Alemanno, ora che con grande sforzo sono riusciti a portare a Parma l’Agenzia europea per la difesa dei prodotti agroalimentari, diano la nomina velocemente a storici, esperti e sottili comunicatori come siamo anche noi sommeliers, sapremo far cambiare idea a certi burocrati che non vogliono capire l’importanza della storia, solo se scritta a casa d’altri, ma guai se qualcuno si permette di spostare un oggetto da destra a sinistra a casa loro.

Lavoriamo tutti insieme

Chi ama il vino, i prodotti tipici, il territorio, la storia, la tradizione ed anche l’unicita’ delle finezze alimentari a tavola, non puo’ restare insensibile ad un sopruso perpetrato senza neanche essere chiamato in causa. Guai a chi si permette di rubare la storia, innescherebbe una guerra che non e’ solo quella del vino, ma una guerra ben piu’atroce, contro tanti che vogliono strenuamente difendere la propria patria e quindi la propria identita’. Da Parma, assieme agli uomini ed alle donne che hanno passione, puo’ partire la riscossa del grande ed inimitabile patrimonio enogastronomico italiano.

Giuseppe Cristini


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